Discovering Osaka: Museo Instant Ramen, Una Storia da Scoprire

Museo Instant Ramen

Giappone = RamenSono un connubio perfetto nonchè motivo per cui molte persone non vedono l’ora di arrivare in questo paese: assaporare dei caldi noodles in una ciotola arricchita da un gustoso brodo caldo.

Il Ramen è paragonabile ad un piccolo universo di sapori racchiusi in una bowl di ceramica di cui è impossibile resistere alla sua tentazione. Fuori dai negozi la gente è capace di attendere ore per entrare a mangiarlo, e, nonostante la sua origine sia in realtà cinese, si può benissimo considerare uno tra i piatti simbolo del paese.

Noi stranieri siamo affascinati dal Ramen, mai i Giapponesi per primi ne vanno ghiotti.

Di Ramen-Ya ラーメン屋 (ristoranti di ramen) soltanto a Tokyo se ne posso trovare dai 15.000 ai 20.000, ognuno con la sua originale “ricetta segreta” che mai vi sarà rivelata.

Ma se pensiamo che l’originalità giapponese si sia fermata alla creazione di questo piatto,  sappiate che la sua versione “take-away” ha rivoluzionato il modo di mangiare non solo dei giapponesi, ma del mondo intero.

Momofuku Ando – La Mente Dietro l’Insta Ramen

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Momofuku Ando

Verso la metà del 1900, un ragazzo di nome Go Pek-Hok partì da Taiwan alla volta del Giappone per buttarsi nello studio dell’economia all’Università di Osaka.  

Dopo la seconda guerra mondiale, ottenuta la cittadinanza e cambiato il suo nome in Momofuku Ando, si ritrovò a vivere in una paese che combatteva la fame, con produzioni di riso sempre più scarseggianti e diete squilibrate.

Essenziale allora fu il soccorso degli americani che inviarono alla nazione sacchi di cereali così che potessero produrre pane per sopravvivere. Molti giapponesi però, che non vedevano in questo prodotto da forno una soluzione ideale,  approfittarono della farina arrivata per avviare grandi produzioni di Noodles.

Fù quindi un periodo di massimo splendore dei negozi di ramen che iniziarono a spuntare ad una velocità impressionante in ogni angolo del paese. Momofuku, che in quei tempi era proprietario di un’azienda di sale, fu preso quindi da un colpo di genio. Perchè non rendere questo piatto amato da tutti, facile, veloce ed accessibile a chiunque?

L’Arrivo del Cup-Noodles

L’idea era assolutamente geniale ma renderla realtà implicò parecchio tempo e diversi esperimenti. Come riuscire a non perdere quel sapore, quella consistenza e quei profumi tipici del ramen in un prodotto disidratato?

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L’essicazione fu uno degli ostacoli più difficili da superare. Provò inizialmente con il sole, poi con l’aria e addirittura con l’affumicatura, ma nessuna di queste tecniche permetteva di ricreare Noodles dalla tradizionale consistenza.

Leggenda vuole che la soluzione arrivò osservando sua moglie in cucina intenta a preparare tempura di verdure.

Avete presente tutte quelle bollicine che si formano attorno alle patatine fritte quando sono sommerse nell’olio. Si tratta di aria che evapora dalla patata a causa delle alte temperature, arrivando così ad uno stato di disidratazione.

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Frittura

Ecco  dunque la soluzione!

Nel 1958 Momofuko lanciò sul mercato il suo primo Insta-Ramen al sapore di Chikin (chicken) venduto in semplici buste di plastica: i Noodles, dopo essere stati “annaffiati” (letteralmente utilizzando una sorta di annaffiatoio) con il brodo di pollo, venivano arrichiti con aromi quali il glutammato e poi fritti in olio di palma. Tre minuti in acqua calda ed erano pronti per essere mangiati comodamente a casa.

 

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– Original Chikin Ramen – Museo Instant Ramen

 

Il successo fu incredibile, e le sue decisioni successive ancora di più.

Una volta lanciato il prodotto sul mercato iniziarono a comparire i primi competitors che furono facilemente scavalcati grazie alle sue nuove idee. In particolare, la creazione di monoporzioni, ideali per le pause pranzo o per i single, e l’idea di utilizzare come supporto un bicchiere (che vuole riprodurre la ciotola del ramen) così da rendere il tutto ancora più versatile: nacque così il famoso “Cup Noodles”, fonte di salvezza per gli studenti universitari di tutto il mondo e per chi non ha voglia di cucinare e punta al risparmio.

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Il fatto che in Giappone gli abbiano dedicato un museo non deve stupirci. Ogni giorno in tutto il mondo vengono consumati più di 270 milioni di Insta-Noodles di cui l’80% sul territorio asiatico (a capo troviamo la Cina, seguita da Indonesia e Giappone).

Con frutti di mare, maiale, curry, pomodoro piccante, wasabi, tonkotsu, verdure… esistono più di 100 variazioni di Insta-Noodles prodotti dall’azineda di Momofuku.

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Tutti i Cup Ramen creati fino ad ora – Instant Ramen Museum

Se dunque vi trovate in zona Osaka non potete perdervi la visita al “Cup noodles Museum – Osaka Ikeda”, dove, oltre a conoscere la storia di questo rivoluzionario pasto, potrete personalizzare un Cup-Noodles tutto per voi.

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Ingresso Museo Instant Ramen

Curiosità:

  • Momofuku Ando, nato nel Marzo 1910; morto a gennaio  2007. 
  • Si dice che ogni giorno mangiasse almeno una ciotola del suo Chikin Insta Ramen.
  • Creò anche una versione spaziale così che anche gli astronatuti potessero mangiarlo in orbita sulla terra;

 

Ele&Yo

 

 

 

 

 

 

 

Ciao! Sono Eleonora, grazie per aver visitato il mio Blog! E' un diario in cui racconto di cibo, avventure e vita quotidina qui in Giappone, Tokyo. Spero tu possa trovare qualcosa di interessante per te, buona giornat!

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