Wagashi (和菓子): Troppo Buoni Per Essere Mangiati

La cultura, la tradizione e la gastronomia giapponese seguono il flusso delle stagioni, ed in ognuno di essa si trasformano, pronti ad emozionarci con la loro bellezza estetica e il loro fascino.

I Wagashi, dolci Giapponesi, vedono la loro nascita proprio da questo principicio.

Forse, chiamarli dolci è molto riduttivo. Queste piccole opere darti zuccherose infatti, famose per addolcire il forte sapore del tè Matcha, nascono ognuna con l’obbiettivo di raccontare una storia.

Se ne possono trovare di tutte le forme, colori e consistenze, diverse durante tutto l’anno e, al contrario dei nostri dolci occidentali vanno saputi degustare con calma e pazienza.

Come la maggior parte dei piatti della gastronomia giapponese, i loro ingredienti sono pochi e molto semplici, ma l’arte applicata nella loro preparazione e decorazione è qualcosa di estremamente complesso che richiede anni di esperienza e pratica.

Nei Wagashi, il primo elemento è la pasta di fagioli rossi conosciuta come Anko, insieme al kanten (alga agar agar che gli dona texture e consistenza) ed il famoso zucchero Wasambon (per chi non sapesse di cosa si tratta, consiglio questa lettura: Sato 砂糖: lo zucchero in Giappone).

STORIA DEI WAGASHI

I Wagashi sono il risultato delle influenze gastronomiche portate dalle civiltà straniere arrivate nell’Isola del Sol Levante.

A partire dai Cinesi, con la loro cultura dei dolci preparati con farina di riso e fagioli di soia, fino ai Portoghesi con le loro torte risultato di un mix di farina, uova, latte e zucchero raffinato. Tutto a permesso la creazione di questi dolci che, con il tempo, grazie alle manie di perfezione giapponesi, sono diventate opere d’arte.

NON SODDISFERANNO SOLO IL VOSTRO PALATO

Secondo Yoshio Kataoka, proprietario di un negozio ed insegnante nella loro preparazione, la scelta del nome di ogni Wagashi deve riuscire a ricreare un’immagine pacifica e risalassata nella mente di chi lo sta per mangiare. La consistenza deve facilitarci il suo taglio con l’apposito stuzzicadente e allo stesso tempo deve permettergli di sciogliersi lentamente in bocca. Ed ovviamente bellezza esteriore, dolcezza e profumo devono essere soddisfatti.

Il design che li caratterizza raffigura le stagioni, che sono rappresentate attraverso caratteristici dettagli che fanno parte della gastronomia giapponese. Ma allo stesso tempo, ogni “Wagashi Maker” aggiunge sempre il proprio tocco creativo per renedrli il più originali, sofisticati e rappresentativi della zona in vui vengono realizzati.

Ad esempio, le nuove generazioni di pasticceri tendono a mettere il risalto l’aspetto più “Kawaii” (Carino!) creando dolci dai colori fluo e ricchi di decorazioni.

Ma bando alle ciance, ecco qui alcuni esempi di Wagashi che potrete trovare girovagando per i negozi qui in Giappone.

Momiji Manju 

Se siete stati ad Hiroshima, o avete intenzione di andarci, sappiate che li troverete tutto l’anno in vendita in ogni angolo della città. Sono infatti il Souvenir più tradizionale dall’isola di Miyajima ma la loro origine li vuole come rappresentanti dell’autunno.

Piccoli pancake dalla forma di foglie dell’acero, li potrete trovare ripieni di Anko (crema di fagioli rossi – più tradizionali) o con le più moderne creme pasticcere e cioccolato.

Daifuku con Castagne

Daifuku ripieno di Castagne

Mochi ripieni di crema anko e, in celebrazione dell’autunno, castagne bollite.

Tsukimi Dango

Dango

Semplici Mochi dalla forma rotonda, vengono mangiati durante i giorni di luna piena per pregare gli dei affinchè sia una buona annata per il riso e per celebrare l’inizio della raccolta.

Tsukimi Dango: un esempio di quando tradizione, natura e gastronomia si incontrano

Kagami Mochi

Kagami mochi

Si tratta di Moci disposti uno sopra l’altro a formare una piramide. Vengono esposti in casa poco prima del nuovo anno e mangiati dopo capodanno. Portano fortuna e prosperità alla famiglia.

In cima viene posto un mandarino che prende il nome di “Daidai” e simboleggia le diverse generazioni riunite insieme a celebrare questo importante giorno.

Shimokobai

Shimokobai

Quest’opera d’arte è un esempio di Wagashi invernale realizzata da un pasticcere a Tokyo nel 1699. Cosa vuole rappresentare? L’arrivo della fioritura primaverile sotto la neve invernale che sta per sciogliersi.

Preparato con una pasta di fagioli e zucchero, è un esempio di grande abilità di mano d’opera!

Kuzukiru

Kuzuriku

Un delizioso dessert estivo, si tratta di Noodles preparati con acqua e un amido di nome kudzu serviti con uno sciroppo di glucosio. Dalla consistenza soffice e leggermente gommosa, sono freschi ed ottimi nel caldo afoso giappnese.

Questi sono solo esempi di cosa potrete trovare, quello che vi consiglio di fare è aprire bene gli occhi mentre girate per il paese, e quando trovare un tradizionale negozio di dolci, fiondatevi all’interno e vi assicuro che rimarrete affascinati dalla fantasia di Wagashi che questo paese ha da offrirci.

Ele&Yo

Ciao! Sono Eleonora, grazie per aver visitato il mio Blog! E' un diario in cui racconto di cibo, avventure e vita quotidina qui in Giappone, Tokyo. Spero tu possa trovare qualcosa di interessante per te, buona giornat!

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